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domenica 6 novembre 2011
The Elder Scrolls V: Skyrim - Ecco il voto della prima recensione
A pubblicare la prima recensione di The Elder Scrolls V: Skyrim e' stata una rivista di videogiochi australiana,"Atomic" che ha dato al gioco come voto complessivo un 95% (gameplay 97; grafica 92 e sonoro 95).
Insomma si puo' dire che il gioco ha iniziato bene e sara' sicuramente in grado di tenere incollati allo schermo i fan della serie per tanto tempo.
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venerdì 14 ottobre 2011
Uncharted 3 - Ecco il voto della prima recensione
Ormai ci separa meno di un mese dall'uscita nei negozi di Uncharted 3: Drake's Deception e quindi dato che il gioco e' gia' completato le varie testate lo stanno glia' provando.
Be', oggi veniamo a sapere che la prima recensione arriva da Playmania, una nota rivista di videogiochi spagnola e da al titolo un bel 9,9 su 10, il piu' alto voto della storia della rivista.
Insomma, questa cosa non fa altro che aumentare l'attesa di cio' che possiamo definire uno dei giochi piu' promettenti di quest'anno.
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mercoledì 13 luglio 2011
Recensione Dead Space 2
Dead Space 2 approda su PC, PS3 e Xbox 360 nel 2011...esattamente 3 anni dopo la fine del celeberrimo primo capitolo. L'inizio del secondo si svolge appunto 3 anni dopo la fine di Dead Space 1. Isaac Clark si risveglia sulla stazione orbitante The Sprowl inseguito dal capitano Tideman, colui che l'ha portato nella stazione e fatto esperimenti su di lui; e dai vecchi e paurosi necromorfi. Questa volta però Isaac avrà strane allucinazioni riguardanti la defunta ragazza Nicole...ma sono stati proprio gli esperimenti di Tideman a manipolare la mente del protagonista, tantè che senza volerlo i suoi codici mentali insieme ad un altro personaggio; Stross, sono stati usati per creare un secondo marchio...di conseguenza una nuova fuoriuscita di necromorfi. Passiamo ora alla scheda tecnica. La cosa che più colpisce in Dead Space 2 è la totale assenza di intermezzi, ovvero filmati(ce ne sono pochi ma comunque interattivi) e di schermate di caricamento. Il gioco sarà fluido e senza interruzioni anche tra un capitolo e l'altro non ci saranno schermate quindi la tensione è sempre ai massimi livelli, senza un attimo di respiro. D'altro canto però c'è da dire che rispetto al primo capitolo è diminuita la quantità di necromorfi...numerose lamentele infatti provennero 3 anni fa dai giocatori che protestavano per la troppa paura e i troppi luoghi claustrofobici. Ma è questo che fa di un gioco un Horror! Ma gli sviluppatori sono stati molto furbi e attenti, infatti pur levando aspetti che incutevano molto timore ne hanno aggiunti altri che bilanciano paura e calma(supportata però dalla tensione tenuta costante anche da una notevole e cupa colonna sonora). La grafica è stata notevolmente migliorata, soprattutto la fluidità dei movimenti di Isaac, non più legnosi ma efficaci e veloci. Migliorata l'estetica delle armature molto più diversificate tra loro, non si può dire però purtroppo la stessa cosa delle armi che sono rimaste pressocchè identiche. Sono stati però aggiunti nuovi mostri molto più forti e difficili da sconfiggere (per controbilanciare la minor presenza rispetto al primo capitolo), nuove abilità come quella di hackerare le console o volare finalmente a 360° nelle sezioni a gravità 0. Aumentata anche la longevità portata a 15 e lunghe missioni intricate da un filo senza interruzioni che ci porteranno a colpi di scena continui e addirittura a tornare nell'Ishimura creduta ormai persa. Novità rilevante ma poco curata del gioco è il comparto online dove ci si dovrà affrontare in missioni/deathmach tra una squadra ti tecnici e una di necromorfi. In sostanza è un gioco imperdibile che a testa alta può camminare nel mondo del survival-horror con la sicurezza di sopravvivere per anni e anni diventando forse un cult videoludico. Grafica estrema, tensione, luoghi lugubri, mostri deformi, colonna sonora a dir poco da brividi...la miscela per attirare milioni di fan e forse da alcune voci di corridoio di un 3 capitolo.
VOTI GENERALI
Trama: 8.5 riprende i vecchi spunti del primo capitolo in maniera eccellente, qualcosina in più poteva far arrivare il voto a 10
Innovazione: 6.5 oltre le nuove abilità e qualche nuovo mostro armi e oggetti sono identici
Giocabilità: 9 nettamente migliorata rispetto al predecessore
Sonoro: 8.5 colonna sonora avvincente e degna di un horror, solo in poche parti inadatta
Grafica: 9 Lucidità dei personaggi, sfondi ben visibili, immagini nitide...UN FILM
Longevità: 8.5/9 15 missioni per un totale anche di 9 ore di gioco in più 5 livelli di difficoltà tra cui ESTREMO quasi impossibile da finire...
Globale: 9 Un capolavoro, imperdibile, un cult del survival horror, piccoli accorgimenti però potevano benissimo (secondo il mio parere) portarlo ad avere un voto pari a 10.
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giovedì 6 gennaio 2011
Recensione GranTurismo 5
di Michele Bertoni
Alfa 147 GTA a Roma
Dopo quasi 5 anni di sviluppo e dopo altrettanti rinvii di uscita del gioco sono lieto di annunciarvi che Gran Turismo 5 è finalmente uscito. Sicuramente ora starete già immaginando all’immensità del gioco, alla vastità di numero di veicoli, alla magnificenza dei circuiti e delle location… STOP! Basta sognare! Va bene GT5 è un vero capolavoro e ha più di 70 circuiti, ma le auto recenti (ultimi 3 anni) sono al massimo una trentina su più di 1000 macchine. Se poi consideriamo che le Nissan nel gioco sono 5 volte tanto il numero delle auto recenti, ho detto tutto… Mancano auto di spessore come le varie Alfa MiTo, Fiat Punto Abarth, le Volkswagen Golf degli ultimi 4 anni e molte altre che non vi elenco per non farvi annoiare. Un’altra problematica relativa alle macchine è generata dal fatto che solo 1/5 delle auto sono premium, ovvero che si possono danneggiare, che si può utilizzare la visuale interna e che hanno una grafica superiore. Inoltre le auto standard non sono presenti nel concessionario delle auto nuove, ma solo in quello degli usati. A parte questa incredibile confusione che quelli di Poliphony hanno fatto riguardo alle auto, il titolo è veramente favoloso, “The real driving simulator” come recita il logo. Le gare sono organizzate in maniera eccellente, in modalità carriera è presente una lobby da cui è possibile comandare tutto. C’è la possibilità di potenziare le nostre macchine sia esteticamente che a livello di componenti. Dulcis in fundo sono presenti anche i Go Kart, le auto da Rally e da Nascar ufficiali e un editor di tracciati strepitoso. C’è solo una cosa che nel gioco non ha senso: la modalità B-Spec. Mentre la modalità A-Spec è quella in cui siamo noi dalla parte della guida, la modalità B-Spec ci rende manager e capo meccanico allo stesso tempo, quindi con la possibilità di dare ordini al pilota. Purtroppo il pilota è a dir poco stupido. Con una Bugatti Veyron 16.4 da 1213 cv per 1100 kg di peso in un evento che si svolge contro auto utilitarie come al Suzuki Swift, adesso qualcuno mi deve spiegare come diavolo si fa ad arrivare terzi… No, il pilota non è parente di Rafa Benitez e non è neanche un bambino di 3 anni. Il fatto è che l’IA in alcuni casi diventa IAS, Intelligenza Artificiale di uno Scimpanzé, tanto da fare kilometrici tamponamenti a catena dopo che qualcuno davanti agli altri frena bruscamente. Giustamente le macchine coinvolte nell’incidente ne escono senza un danno, neanche minimo, alla carrozzeria. E qui tocchiamo un altro punto dolente: i danni. I danni sono a dir poco inesistenti, dato che se sbatterete a 450 all’ora con al solita povera Bugatti contro il muro di un anfiteatro nella pista di Roma, non vi accadrà nulla.
Ora voi penserete che questo gioco sia una schifezza. Be’ io appena avevo visto la lista definitiva delle auto del gioco volevo fare una recensione negativa del gioco, ma dopo averlo provato mi sono ricreduto. GT5 ha un qualcosa di esaltante, divertente e coinvolgente, a prescindere da che macchina si stia usando e dal tipo di incidente per cui adesso stia compilando al constatazione amichevole. Questo qualcosa è una meccanica di gioco senza paragoni e una fluidità quasi perfetta. Dunque il mio voto sarà molto più che positivo.
Ora voi penserete che questo gioco sia una schifezza. Be’ io appena avevo visto la lista definitiva delle auto del gioco volevo fare una recensione negativa del gioco, ma dopo averlo provato mi sono ricreduto. GT5 ha un qualcosa di esaltante, divertente e coinvolgente, a prescindere da che macchina si stia usando e dal tipo di incidente per cui adesso stia compilando al constatazione amichevole. Questo qualcosa è una meccanica di gioco senza paragoni e una fluidità quasi perfetta. Dunque il mio voto sarà molto più che positivo.
Innovazione 8
Tante belle novità, ma troppe auto prese da GT4
Giocabilità 10
Eccellente giocabilità, nient’altro da dire.
Grafica 9
Tracciati e auto premium ricreati alla perfezione
Tante belle novità, ma troppe auto prese da GT4
Giocabilità 10
Eccellente giocabilità, nient’altro da dire.
Grafica 9
Tracciati e auto premium ricreati alla perfezione
tanto da farli sembrare veri
Sonoro 8,5
Rombo dei motori buono e vasta gamma di selezione musicale (oltre alla possibilità di aggiungere i nostri brani)
Longevità 9,5
Modalità carriera veramente lunghissima e rigiocabilità elevata
Globale 9
Veramente un ottimo titolo, peccato per le imperfezioni, che verranno presto sistemate tramite aggiornamenti periodici. Per il resto se amate le auto e le corse, questo è un gioco da avere assolutamente. GT5 ci ha fatto aspettare per qualche anno, ma in fondo il prodotto che ne è uscito è di altissimo livello. “Chi va piano va sano e va lontano”.
Sonoro 8,5
Rombo dei motori buono e vasta gamma di selezione musicale (oltre alla possibilità di aggiungere i nostri brani)
Longevità 9,5
Modalità carriera veramente lunghissima e rigiocabilità elevata
Globale 9
Veramente un ottimo titolo, peccato per le imperfezioni, che verranno presto sistemate tramite aggiornamenti periodici. Per il resto se amate le auto e le corse, questo è un gioco da avere assolutamente. GT5 ci ha fatto aspettare per qualche anno, ma in fondo il prodotto che ne è uscito è di altissimo livello. “Chi va piano va sano e va lontano”.
Alfa 147 GTA a Roma
Ferrari 458 Italia a Siena
Fiat 500 a Kyoto
Fiat 500 ispirata alla vettura di Lupin a Tokyo
Dodge Challenger a Lucerna
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Recensione Call of Duty Black Ops
di Michele Bertoni
Premetto che se considerassi questo videogioco come unico e primo capitolo di una fantomatica serie, prodotto da una software-house non famosa, allora il mio giudizio potrebbe essere migliore. Ma dato che questo videogioco fa parte di una seria pluripremiata che qualche raro intenditore tra voi conoscerà, è difficile essere contenti di aver speso tanti soldi per una fotocopia malriuscita del precedente titolo firmato Infinity Ward. Infatti il nuovo capitolo prodotto dalla Treyarch è molto simile per meccanismo di gioco ma mancano delle vere e proprie novità. Inoltre la grafica è nettamente peggiorata e cosa più che fondamentale il server si disconnette molto frequentemente (mediamente una volta ogni tre partite) e questo, per un gioco incentrato sulla modalità online, è una vera e propria pecca di cui non si può non tenere conto. Terminati ( più o meno) i punti negativi, il gioco presenta una campagna migliorata sia come trama che come longevità che si aggira sulle 8 ore contro le tre del precedente capitolo. Per quanto riguarda la modalità multiplayer, sono interessanti la personalizzazione di armi, emblemi e aspetto del proprio giocatore e la nuova modalità training che ti permette di allenarti contro dei bot guidati dall’IA. Un’altra importante novità è la possibilità di giocare online a schermo condiviso, che però appesantisce molto la connessione, che, in caso non sia abbastanza veloce, può compromettere la fluidità del gioco. Ora descriviamo più nello specifico le varie modalità di gioco.
Premetto che se considerassi questo videogioco come unico e primo capitolo di una fantomatica serie, prodotto da una software-house non famosa, allora il mio giudizio potrebbe essere migliore. Ma dato che questo videogioco fa parte di una seria pluripremiata che qualche raro intenditore tra voi conoscerà, è difficile essere contenti di aver speso tanti soldi per una fotocopia malriuscita del precedente titolo firmato Infinity Ward. Infatti il nuovo capitolo prodotto dalla Treyarch è molto simile per meccanismo di gioco ma mancano delle vere e proprie novità. Inoltre la grafica è nettamente peggiorata e cosa più che fondamentale il server si disconnette molto frequentemente (mediamente una volta ogni tre partite) e questo, per un gioco incentrato sulla modalità online, è una vera e propria pecca di cui non si può non tenere conto. Terminati ( più o meno) i punti negativi, il gioco presenta una campagna migliorata sia come trama che come longevità che si aggira sulle 8 ore contro le tre del precedente capitolo. Per quanto riguarda la modalità multiplayer, sono interessanti la personalizzazione di armi, emblemi e aspetto del proprio giocatore e la nuova modalità training che ti permette di allenarti contro dei bot guidati dall’IA. Un’altra importante novità è la possibilità di giocare online a schermo condiviso, che però appesantisce molto la connessione, che, in caso non sia abbastanza veloce, può compromettere la fluidità del gioco. Ora descriviamo più nello specifico le varie modalità di gioco.
Nella modalità campagna saremo nei panni di un agente della CIA che durante un violento interrogatorio racconta le varie vicende a cui ha partecipato negli anni precedenti. Si passerà da Cuba dove attenteremo alla vita di Fidel Castro, ai deserti freddi della Siberia, passando per il Vietnam durante l’omonima guerra. La trama è molto interessante in quanto riprende fatti realmente accaduti come l’ attentato a Kennedy, la baia dei porci, la guerra in Vietnam e la dura realtà della guerra fredda. In sostanza la modalità campagna è decisamente migliorata.
Come ho già detto la modalità multiplayer è un vero disastro rispetto gli standard a cui ci avevano abituato: le idee ci sono, purtroppo non sono state efficacemente mese in pratica, soprattutto a causa dei server poco potenti, non in grado di gestire più di 700'000 utenti connessi contemporaneamente. Il gioco online è molto divertente, ma può diventare frustrante proprio per colpa delle numerose disconnessioni.
La modalità zombie, l’ultima di questo controverso videogame, è stata ripresa da COD World at War e sostanzialmente è rimasta uguale, se non per il fatto che ora si può giocare anche online con gli amici.
Il nostro giudizio è positivo, ma di certo questo gioco non è un capolavoro ed è decisamente un passo indietro per la serie rispetto ai precedenti capitoli.
Come ho già detto la modalità multiplayer è un vero disastro rispetto gli standard a cui ci avevano abituato: le idee ci sono, purtroppo non sono state efficacemente mese in pratica, soprattutto a causa dei server poco potenti, non in grado di gestire più di 700'000 utenti connessi contemporaneamente. Il gioco online è molto divertente, ma può diventare frustrante proprio per colpa delle numerose disconnessioni.
La modalità zombie, l’ultima di questo controverso videogame, è stata ripresa da COD World at War e sostanzialmente è rimasta uguale, se non per il fatto che ora si può giocare anche online con gli amici.
Il nostro giudizio è positivo, ma di certo questo gioco non è un capolavoro ed è decisamente un passo indietro per la serie rispetto ai precedenti capitoli.
Innovazione 7
Ben poche le novità rispetto a Modern Walfare 2
Giocabilità 8
Il gioco in realtà è molto giocabile, ma se, come è giusto che sia, contiamo in giocabilità anche le bizze dei server, allora il voto precipita vistosamente
Trama 9
Trama del gioco degna di un film campione d’incassi
Grafica 8
Non è male ma si poteva fare di meglio
Sonoro 7,5
Sonoro delle armi migliorabile, doppiaggio dei personaggi principali più che buono, ma dei personaggi secondari pessimo.
Longevità 8,5
Modalità campagna abbastanza lunga e possibilità di numerose partite online
Globale 8
Buon titolo, ma decisamente peggiore del predecessore. Non mi sento di consigliarlo a priori come per Modern Walfare 2. Certo 8 non è un brutto voto, ma è come se il più bravo della classe che prende sempre voti che si aggirano tra il 9.5 e il 10, per una volta prendesse 8. E qui ci rifacciamo alla frase iniziale: se fosse un anonimo videogioco saremmo qui a lodarlo, ma purtroppo è un COD e allora non possiamo che rammaricarci. “Tanto fumo poco arrosto”.
Ben poche le novità rispetto a Modern Walfare 2
Giocabilità 8
Il gioco in realtà è molto giocabile, ma se, come è giusto che sia, contiamo in giocabilità anche le bizze dei server, allora il voto precipita vistosamente
Trama 9
Trama del gioco degna di un film campione d’incassi
Grafica 8
Non è male ma si poteva fare di meglio
Sonoro 7,5
Sonoro delle armi migliorabile, doppiaggio dei personaggi principali più che buono, ma dei personaggi secondari pessimo.
Longevità 8,5
Modalità campagna abbastanza lunga e possibilità di numerose partite online
Globale 8
Buon titolo, ma decisamente peggiore del predecessore. Non mi sento di consigliarlo a priori come per Modern Walfare 2. Certo 8 non è un brutto voto, ma è come se il più bravo della classe che prende sempre voti che si aggirano tra il 9.5 e il 10, per una volta prendesse 8. E qui ci rifacciamo alla frase iniziale: se fosse un anonimo videogioco saremmo qui a lodarlo, ma purtroppo è un COD e allora non possiamo che rammaricarci. “Tanto fumo poco arrosto”.
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FIFA11 vs PES2011
di Michele Bertoni
Inizia di nuovo il campionato e, come ogni anno, ecco uscire i due videogiochi di calcio per eccezione: FIFA e PES, che dal lontano 2000 ogni anno scatenano in noi la fatidica domanda: “Compro FIFA o compro PES?”. A questo punto interviene questa strana recensione di due titoli simili in un solo articolo, che vi risolverà gli eventuali dubbi che vi dividono dall’acquisto di uno di questi due videogames.
Partiamo prima di tutto delle innovazioni: capirete bene che senza novità due giochi che ogni anno trattano sempre della stessa salsa non possono tirare assolutamente avanti.
Sia EA che Konami, le due case produttrici, hanno integrato un nuovo sistema di passaggi che, una volta padroneggiato, ci permette di far girar palla in una maniera impressionante. Purtroppo PES si ferma qui con le migliorie annuali, mentre FIFA va ben oltre: quei gran geni di EA sono riusciti a capire che in una partita di calcio esistono anche i portieri e perciò è giusto poterli comandare in modalità professionista, proprio come comandate l’attaccante. Siete soddisfatti di queste novità? Sappiate che siamo ancora all’inizio! Sono stati infatti aggiunti:
- il Personality+, che rende ogni giocatore unico nel suo genere: questa funzionalità, infatti, ricalca al meglio il comportamento e la personalità del calciatore reale e li trasferisce in quello con cui state giocando.
Sia EA che Konami, le due case produttrici, hanno integrato un nuovo sistema di passaggi che, una volta padroneggiato, ci permette di far girar palla in una maniera impressionante. Purtroppo PES si ferma qui con le migliorie annuali, mentre FIFA va ben oltre: quei gran geni di EA sono riusciti a capire che in una partita di calcio esistono anche i portieri e perciò è giusto poterli comandare in modalità professionista, proprio come comandate l’attaccante. Siete soddisfatti di queste novità? Sappiate che siamo ancora all’inizio! Sono stati infatti aggiunti:
- il Personality+, che rende ogni giocatore unico nel suo genere: questa funzionalità, infatti, ricalca al meglio il comportamento e la personalità del calciatore reale e li trasferisce in quello con cui state giocando.
- il calciatore virtuale: un calciatore che partirà con delle caratteristiche calcolate dal computer in base alla statura e al peso, che poi dovrete far salire mediante il completamento di alcuni obiettivi che faranno aumentare una specifica abilità in base al tipo di sfida (finalizzazione, potenza, corsa, resistenza e così via).
- la modalità carriera, che vi permette sia di iniziare come calciatore per poi diventare allenatore che partire direttamente da allenatore o essere un allenatore-calciatore, ovvero, allenare sia la squadra che scendere in campo con il vostro portentoso calciatore virtuale.
- Creation Centre, che vi permette di creare la vostra squadra e i vostri calciatori direttamente dal computer, per poi scaricarli su console (il processo è molto meno complicato di quello che sembra perché sarà tutta una procedura automatica. In questo modo potrete usare non solo voi la squadra, ma chiunque lo desideri e se avete più console con FIFA 11 dovrete creare la squadra solo una volta.
- Ultimate Team, modalità scaricabile gratuitamente dallo store, che vi permette di aprire delle bustine di figurine, all’interno delle quali troverete calciatori e altri oggetti da schierare in campo nella vostra super squadra.
-Tante altre piccole modifiche che non sto qui a elencare.
L’altra caratteristica necessaria per un videogioco è la giocabilità: la giocabilità non è solo la semplicità e l’intuitività dei tasti, che non sono mai cambiati ne dall’una né dall’altra parte ma soprattutto il modo in cui il giocatore e l’IA (Intelligenza Artificiale) del computer e del portiere rispondono al nostro comando. Se con FIFA la giocabilità è a livelli di precisione maniacale, non si può dire la stessa cosa di PES: l’IA del portiere è a dir poco oscena e spesso i giocatori rispondono in modo errato o non rispondono proprio ai vari comandi di passaggio, tiro e cross, soprattutto se questi comandi sono stati inviati mediante la pressione di due o più tasti. Per quanto riguarda l’IA dell’intera squadra, FIFA 11 e PES 11 rimangono sugli stessi livelli.
Passiamo alla longevità. Ovviamente i due titoli in questa categoria si equivalgono. Forse la spunta ancora una volta FIFA per il maggior numero di modalità, ma è decisamente questione di poco tempo.
Infine arriviamo alle due caratteristiche che vanno un po’ a braccetto: grafica e sonoro. Appena accenderete PES vi ritroverete davanti una favolosa schermata principale, ricca di colori e di movimento. Potreste stare lì a fissarla per ore, data l’obbrobriosità della grafica del resto del gioco. Anche FIFA può fare molto meglio dal punto di vista della grafica, ma se non altro è certamente accettabile: mai una perdita di frame e mai pixel che schizzano sull’asse z (fidatevi che in PES 11 succede e anche spesso …).
Per quanto riguarda il sonoro i due videogiochi si equivalgono: se con FIFA possiamo mettere i cori che vogliamo e le canzoni che più ci piacciono, proprio il caricamento di queste dall’hard disk porta ogni volta a uno stop di 5-7 secondi dell’audio. PES d’altra parte ha forse più canzoni nella playlist e una telecronaca più varia, ma manca delle due features che invece dispone FIFA. Per quanto riguarda la telecronaca del gioco sviluppato da EA Sports, avremo a che fare con la solita cantilena che dopo 5 partite saprete già a memoria; inoltre Bergomi rimarrà spesso zitto, tanto da non presentarsi più all’inizio della partita: lascerà questo privilegio a Fabio Caressa. Un po’ delusi da ciò? Io la guardo in questo modo: meglio un Beppe Bergomi poco loquace che un Salvatore Bagni strimpellatore che dopo poche partite vi costringerà a metter il volume della telecronaca a -10.
Riepilogo generale:
FIFA 11
- Innovazione: 9.5
- Giocabilità: 9.5
- Longevità: 9.5
- Grafica: 8.5
- Sonoro: 8
- VOTO GENERALE: 9.5
- Commento: Se questa non è perfezione, di sicuro gli manca poco a raggiungerla.
- Innovazione: 9.5
- Giocabilità: 9.5
- Longevità: 9.5
- Grafica: 8.5
- Sonoro: 8
- VOTO GENERALE: 9.5
- Commento: Se questa non è perfezione, di sicuro gli manca poco a raggiungerla.
PES 11
- Innovazione: 5.5
- Giocabilità: 6
- Longevità: 9
- Grafica: 7
- Sonoro: 8
- VOTO GENERALE: 7
- Commento: Konami doveva risollevarsi dalla catastrofe dell’anno scorso. Diciamo che questo è un piccolo passo per tornare ai livelli di una volta.
- Innovazione: 5.5
- Giocabilità: 6
- Longevità: 9
- Grafica: 7
- Sonoro: 8
- VOTO GENERALE: 7
- Commento: Konami doveva risollevarsi dalla catastrofe dell’anno scorso. Diciamo che questo è un piccolo passo per tornare ai livelli di una volta.
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